Il termine intellettuale deriva dal tardo latino intellectualis, aggettivo che vuole indicare ciò che in filosofia riguarda l'intelletto nella sua attività teoretica e si caratterizza perciò come separato dalla sensibilità e dall'esperienza giudicata di grado conoscitivo inferiore.
Nella concezione aristotelica erano definite intellettuali quelle virtù come scienza, sapienza,intelligenza e arte che consentivano all’anima intellettiva di raggiungere la verità. Nel campo della metafisica il termine stava poi ad indicare l’astrattezza,in contrapposizione alla concretezza e alla materialità.
Poi c'è la versione di Giorgio Gaber:
Io sono pro-Aristotele. Mi sembra interessante, nella definizione,il discorso di dare un'anima all'intelletto.
RispondiEliminaMa secondo voi cosa significa:"...che consentivano all'anima intellettiva di raggiungere la verità?"
Quando si parla di verità,vi confesso che mi tremano le gambe!
Non vorrei che con questo domandone rischiamo di uscire dal selciato!
Secondo me non è tanto raggiungerla nel senso di arrivarci ma tendere a...,cercarla.
RispondiEliminaPs: che vocabolario hai? Il mio da una definizione molto più stringata. Ad ognuno il suo vocabolario...
Chi ti dice che non stai sbagliando la ricerca?
RispondiEliminaSecondo me bisogna avere dei punti di riferimento, altrimenti come fai a tentare di raggiungere la vetta se non segui il sentiero giusto?.Probabilmente sei sulla strada giusta, quando non c'è contraddizione tra quello che pensi,quello che senti e quello fai.
P.S.Il mio vocabolario è la rete...vedi sono complicato pure nelle definizioni, quasi peggio di una donna!
"La verità....si raggiunge attraverso la sfiducia e lo scetticismo, non attraverso un infantile desiderio che le cose stiano in un certo modo!"
RispondiEliminaSecondo me così ci allontaniamo, bisogna piantare i piedi per terra. Possiamo dire che è vero solo quello che è reale, che c'è che è dimostrabile obiettivamente. Per tutto il resto ci si può accontentare di verità parziali e soggettive cioè di opinioni. PS ti ricordi ieri il discorso sulle teorie che confutano altre teorie?
Riferito alla tua affermazione: "Possiamo dire che è vero solo quello che è reale, che c'è che è dimostrabile obiettivamente. Per tutto il resto ci si può accontentare di verità parziali e soggettive cioè di opinioni."
RispondiEliminaDico che l’eco del reale mormora o rimbomba a seconda dell’udito che lo percepisce; che se altro fosse l’udito, altro canto avrebbe ciò che tu chiami “realtà”. La Carmen lo dimostra! ;)
Sono d'accordo. L'"eco" del reale cioè la nostra interpretazione, il nostro punto di vista. Ma per fortuna esistono cose che ci sono e non c'è dubbio che esistano altrimenti saremmo persi e ...soli. Cose che ci permettono anche di discutere su quello che le nostre orecchie così diverse percepiscono.
RispondiEliminaPS ma secondo te se qualcuno che non ci conosce legge questi commenti pensa che siamo dei drogati? ;-)))
Quali sono, per te, le cose che ci sono e non c'è dubbio che esistano?
RispondiEliminaNon mi trovi d'accordo sul discorso che la verità si raggiunge attraverso la sfiducia e lo scetticismo...secondo me la verità si raggiunge attraverso la fiducia e l'ottimismo, altrimenti qualsiasi sforzo per trovarla risulterebbe vano!
P.S. Magari drogati no...però con un'infanzia difficile,credo proprio di si! :D
La sfiducia e lo scetticismo servono per continuare a farsi domande e a cercare, i punti fermi sono...fermi!
RispondiEliminaScusa ma sarebbe spaventoso se non riuscissimo a capire quello che è reale e quello che non lo è il mondo di uno schizofrenico è terrificante proprio per quello.
PS ma qual'era l'argomento iniziale!!??? Voli imprevedibili...
La sfiducia e lo scetticismo rischiano anche di non farti agire perchè ti porterebbero a pensare:"Tanto non cambia nulla!".
RispondiEliminaI punti fermi nella vita frenetica di oggi sono diventati precari pure loro. Io parlerei di punto fermo...il buon Ernesto diceva:"La vera rivoluzione deve cominciare dentro di noi!" E se lo diceva lui che di rivoluzioni un minimo se ne intendeva!
P.s. L'argomento è "Gli intellettuali". Diciamo che stiamo giocando a fare gli intellettuali...quindi non siamo tanto fuori tema!:D
prima di tutto chiarisco " i punti fermi sono fermi" nel senso che non si muovono e se non ti muovi come fai a cercare? Non nel senso di valori immmutabili.
RispondiEliminaI punti fermi nella vita frenetica sono diventati precari? Male ( immagina la eli con l'indice alzato)guardati un pò in giro e vedi da che puttanaio siamo circondati!
Per quanto riguarda Ernesto lungi da me contraddirlo! La rivoluzione inizia dentro di noi è vero ma per vincerla bisogna essere in tanti!
Stabiliamo quali sono i punti fermi, altrimenti non ci capiamo un tuborg(almeno io!) e si continua a girare a vuoto!Poi...i tuoi punti fermi di 5/10 anni fa sono uguali ai punti fermi di adesso? E tra 5/10 anni, credi proprio che saranno uguali?Siamo, fortunatamente,in continua evoluzione!Il nostro corpo, cambia.Milioni di cellule muoiono per dare spazio ad altre cellule ...non possiamo credere che il resto sia immobile! Pensando ad un mio punto fermo attuale...come ti dicevo questa mattina, è il colore che voglio dare alla mia vita! Voglio e cerco di dare una direzione alle cose che succedono in modo di stare bene con me stesso e con la gente che decido di circondarmi!
RispondiEliminaIl mio motto è: Quello che penso, lo sento e lo faccio!Fanculo i sensi di colpa e le false credenze!!! ;)
Ok siamo giunti al campo minato....i miei punti fermi di ieri sono quelli di oggi e, se non do di matto, quelli di domani. Lascio stare "la casa la chiesa a modo e perbene..." ma: rispetto per l'altro che significa non mettersi mai al di sopra di nessuno (uguaglianza), non prevaricare, non essere prepotenti; guadagnarsi le cose con fatica non con la furbizia; rispettare il proprio corpo; essere cortesi con tutti ma scegliere con cura le persone che vuoi facciano parte della tua vita (persone buone),essere vittime piuttosto che carnefici, essere coerenti, fare scelte con la propria testa e la propria coscienza non per guadagnare simpatie...
RispondiEliminaHo sentito una scrittrice una volta in TV che diceva che la vera cultura sta nel dire grazie e perfavore, è come ti comporti sul tram...
Stare bene con sè stessi è un bellissimo punto fermo, scegli la strada giusta per soddisfarlo però!
Sui sensi di colpa...cazzo non siamo d'accordo neanche su questo :-)))AMICOOOOOO
Ohhhh...così mi piaci!!!
RispondiEliminaMolti tuoi punti...sono in linea con il mio pensiero di vita,non a caso forse ci siamo scelti!
Non è importante la strada che scegli...ma è importante la direzione che prendi! La strada la considero come l'esperienza che si fa mentre si vive...si può sbagliare,non succede niente!Ma se sbagli la direzione...allora si che è un problema, perchè bisogna tornare indietro!;)
Nel senso che devi sempre avere in mente la meta? Altrimenti non ho capito, sii più concreto.
RispondiEliminaeli
Si si...intendevo come meta.
RispondiEliminaSii ottimista...vedi che iniziamo a capirci! ;)