4 Poeti Estinti
"Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo!"
giovedì 10 novembre 2011
martedì 1 novembre 2011
Il senso del non senso
Immagina un attimo di aver deciso di andare in montagna. Una montagna alta, lontanissima da dove sei ora. Non sai quanto tempo metterai ad arrivare. Ne scorgi appena la vetta e molte volte la nebbia la nasconde. Immagina di cominciare a camminare lentamente in quella direzione. Il cammino non è semplice perché stai andando avanti a piccoli passi. Un giorno scopri che puoi correre, solo che, per correre, devi prendere un’altra strada. Una strada più pianeggiante, oppure una in discesa. Quando scendi per un pendio puoi farlo molto rapidamente. Allora corri, così vai rapido. Corri, corri, corri e un giorno ti chiedi perché non sei arrivato alla montagna. Scopri semplicemente che non sei arrivato perché hai preso la strada opposta a quella verso dove volevi andare. Sei andato rapido, però nella direzione opposta. Hai perso la strada, hai perso la direzione della tua vita, hai perso il senso. Allora chiedi ad un altro viaggiatore, magari con aspetto da montanaro, come si va alla montagna. Lui ti indica una direzione opposta a quella in cui stai andando. Così ti scoraggi perché la strada è lunga e faticosa. “Guarda -ti dice- ogni piccolo passo che tu faccia in direzione della montagna ti avvicina alla vetta e ti sentirai felice; perché anche se manca ancora molta strada, la strada che stai facendo è quella giusta, quella che porta al tuo destino. Che vale di più? Un piccolo passo verso il proprio destino o un salto che non va da nessuna parte?
La sofferenza è una sveglia che l’essere umano ha per ricordargli che sta sprecando la sua vita e che la sua vita ha bisogno di un Senso. Questo è il senso del nonsenso. Una sinfonia di angoscia, un poema di “mai più”, un orizzonte desolato, un’eco eterno che ripete “per di qua no, per di qua no, per di qua no”.
Noi, esseri umani, soffriamo, e desideriamo smettere di soffrire. Vogliamo essere felici. Soffriamo per quello che ci è successo, per quel che ci succede o per quello che ci succederà e non vorremmo ci succedesse.
Per superare la sofferenza tu, io e tutti abbiamo bisogno di un Senso della Vita. Il Senso della Vita è la direzione che prende la mia vita. E’ una strada che percorriamo finché il corpo ci accompagna. In ogni passo che facciamo, in ogni azione che realizziamo sperimenteremo un profondo accordo con noi stessi, sapremo cosa fare e sperimenteremo che vivere si giustifica pienamente. Se la mia vita non ha molto senso o lo ha solo in certe occasioni, la sofferenza sarà in agguato e sarò spesso in sua balia.
La sofferenza è una sveglia che l’essere umano ha per ricordargli che sta sprecando la sua vita e che la sua vita ha bisogno di un Senso. Questo è il senso del nonsenso. Una sinfonia di angoscia, un poema di “mai più”, un orizzonte desolato, un’eco eterno che ripete “per di qua no, per di qua no, per di qua no”.
Noi, esseri umani, soffriamo, e desideriamo smettere di soffrire. Vogliamo essere felici. Soffriamo per quello che ci è successo, per quel che ci succede o per quello che ci succederà e non vorremmo ci succedesse.
Per superare la sofferenza tu, io e tutti abbiamo bisogno di un Senso della Vita. Il Senso della Vita è la direzione che prende la mia vita. E’ una strada che percorriamo finché il corpo ci accompagna. In ogni passo che facciamo, in ogni azione che realizziamo sperimenteremo un profondo accordo con noi stessi, sapremo cosa fare e sperimenteremo che vivere si giustifica pienamente. Se la mia vita non ha molto senso o lo ha solo in certe occasioni, la sofferenza sarà in agguato e sarò spesso in sua balia.
lunedì 31 ottobre 2011
Natura?
Propoli, pompelmo,vitamina C, magnesio, mandarini, latte caldo con miele di erbe alpine....ma perchè continuo a non sentirmi bene? Mi sa che torno alla medicina tradizionale.
sabato 29 ottobre 2011
La crisi
Volevo condividere con voi, cari miei Poeti, questo frammento di lettura che trovo veramente interessante. Buona lettura!
"Molti vivono con l’ansia di raggiungere qualcosa che chiamano “stabilità”. Nonostante ciò si scontrano col fatto che il mondo intorno a loro cambia velocemente. Essi stessi si scoprono spesso in crisi. La “stabilità” è un’altra delle idee che si suppongono proprie del comportamento umano e che non ha realtà psicologica. Cioè, non succede a nessuno.
Ho imparato che alla radice dell’umano c’è la trasformazione, la trasformazione di se stessi e del mondo. Questo è abbastanza lontano dall’idea di stabilità. All’inizio, le “crisi” della mia vita e quelle degli altri mi sembravano drammatiche, pericolose e non desiderabili. Poi ho visto che stanno alla radice di ogni cambiamento. Per costruire il bicchiere che si trova al lato del mio computer, è stato necessario scaldare un certo tipo di sabbia ad alte temperature per poterla convertire in un pezzo di vetro con la forma di bicchiere. La materia non si trasforma da uno stato di stabilità. Al contrario, è necessario destabilizzare il suo stato abituale per trasformarla in un’altra cosa. Metterla in crisi rispetto al suo stato precedente.
Nella sua trasformazione l’essere umano va incontro a frequenti crisi che sono destabilizzazioni e che gli permettono di dare nuove risposte per cambiare ed adattarsi crescentemente al mondo che egli stesso trasforma, in una costante retroalimentazione che definiamo “progresso”.
In questo modo, le crisi personali non sono più drammi o situazioni vitali indesiderabili. Divengono piuttosto delle opportunità per trovare nuove risposte al mondo, in una ricerca crescente di conoscenza di sé, di felicità e di senso.
Così posso garantirti molte crisi nel tuo futuro e in quello della nostra società. Posso garantire un’instabilità permanente. E posso dirti che quello non è un segnale di errore ma, piuttosto, di trasformazione, di necessità e di ricerca di trasformazione.
Anche quando l’instabilità sia permanente, mi sembra interessante cercare che le crisi abbiano nuove domande e che ci portino ogni volta a maggiori profondità ed a nuove ricerche. La motivazione può essere quella di superare gli stati grezzi della coscienza."
"Molti vivono con l’ansia di raggiungere qualcosa che chiamano “stabilità”. Nonostante ciò si scontrano col fatto che il mondo intorno a loro cambia velocemente. Essi stessi si scoprono spesso in crisi. La “stabilità” è un’altra delle idee che si suppongono proprie del comportamento umano e che non ha realtà psicologica. Cioè, non succede a nessuno.
Ho imparato che alla radice dell’umano c’è la trasformazione, la trasformazione di se stessi e del mondo. Questo è abbastanza lontano dall’idea di stabilità. All’inizio, le “crisi” della mia vita e quelle degli altri mi sembravano drammatiche, pericolose e non desiderabili. Poi ho visto che stanno alla radice di ogni cambiamento. Per costruire il bicchiere che si trova al lato del mio computer, è stato necessario scaldare un certo tipo di sabbia ad alte temperature per poterla convertire in un pezzo di vetro con la forma di bicchiere. La materia non si trasforma da uno stato di stabilità. Al contrario, è necessario destabilizzare il suo stato abituale per trasformarla in un’altra cosa. Metterla in crisi rispetto al suo stato precedente.
Nella sua trasformazione l’essere umano va incontro a frequenti crisi che sono destabilizzazioni e che gli permettono di dare nuove risposte per cambiare ed adattarsi crescentemente al mondo che egli stesso trasforma, in una costante retroalimentazione che definiamo “progresso”.
In questo modo, le crisi personali non sono più drammi o situazioni vitali indesiderabili. Divengono piuttosto delle opportunità per trovare nuove risposte al mondo, in una ricerca crescente di conoscenza di sé, di felicità e di senso.
Così posso garantirti molte crisi nel tuo futuro e in quello della nostra società. Posso garantire un’instabilità permanente. E posso dirti che quello non è un segnale di errore ma, piuttosto, di trasformazione, di necessità e di ricerca di trasformazione.
Anche quando l’instabilità sia permanente, mi sembra interessante cercare che le crisi abbiano nuove domande e che ci portino ogni volta a maggiori profondità ed a nuove ricerche. La motivazione può essere quella di superare gli stati grezzi della coscienza."
Vivere non è difficile potendo poi rinascere...
Forse la vita merita di essere vissuta anche solo per una bella canzone. Beh...questa è un qualcosina in più di una bella canzone!
La versione è quella con i Quintorigo, un gruppo molto interessante e originale, bravissimi musicisti con un John De Leo alla voce veramente fenomenale, forse la miglior voce maschile degli ultimi 10 anni.
Mi sembra d'obbligo postare il testo:
La versione è quella con i Quintorigo, un gruppo molto interessante e originale, bravissimi musicisti con un John De Leo alla voce veramente fenomenale, forse la miglior voce maschile degli ultimi 10 anni.
Mi sembra d'obbligo postare il testo:
Vivere non è difficile potendo poi rinascere
cambierei molte cose un po' di leggerezza e di stupidità.
Fingere tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me
mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti
ch' è meglio se sto solo...
Ma l'animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l'animale che mi porto dentro vuole te.
Dentro me segni di fuoco è l'acqua che li spegne
se vuoi farli bruciare tu lasciali nell'aria
oppure sulla terra.
cambierei molte cose un po' di leggerezza e di stupidità.
Fingere tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me
mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti
ch' è meglio se sto solo...
Ma l'animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l'animale che mi porto dentro vuole te.
Dentro me segni di fuoco è l'acqua che li spegne
se vuoi farli bruciare tu lasciali nell'aria
oppure sulla terra.
giovedì 27 ottobre 2011
Il tempo
Prima di riportare questo libro in biblioteca volevo mandarvi due pezzi che ho trovato splendidi. Il libro in sè non mi ha fatto impazzire credo che non lo finirò.
"Afferriamo l'idea di spazio prima di quella di tempo. Ma presto inizierà a parlare di tempo e allora dirà che passa. Noi diciamo che il tempo passa. Che corre. Che è come un fiume. Diciamo che ha una direzione e una lunghezza, che può essere descritto come si descrive lo spazio. Ma il tempo non è lo spazio vero? Quello che faccio ora, in laboratorio, l'ho fatto anche ieri, i due avvenimenti appartengono allo stesso luogo, non sono separati nello spazio. Ma hanno un tempo diverso.
C'è anche un'altra differenza. Pensare allo spazio non da problemi. Ma pensare al tempo comporta sempre dolore. Forse è il contrario, forse il dolore è la prima cosa. Perchè quello si cercherà sempre di spiegarlo, il dolore immotivato è insormontabile. Perciò si prova a spiegarlo con il tempo. Questo uno doveva dirsi mentre stava seduto sul letto con August che puzzava come se fosse imbottito di gas. Questo doveva dirsi, che era a causa della difficoltà ad addormentarsi. La cosa in sè non era allarmante, per lui era solo un momento particolarmente difficile della giornata. Il problema è il tempo, questo uno si diceva. Come se spiegasse qualcosa."
" La regolarità dell'orologio era un simbolo della precisione dell'universo. Della precisione dell'impresa creatrice di Dio. L'orologio era prima di tutto un simbolo. Come un'opera d'arte. Così stavano le cose. L'orologio era come un'opera d'arte, un prodotto di laboratorio, una domanda.
Ad un certo punto le cose sono cambiate. Ad un certo punto l'orologio ha smesso di essere una domanda. Per diventare invece una risposta."
"I quasi adatti" Peter Hoeg
"Afferriamo l'idea di spazio prima di quella di tempo. Ma presto inizierà a parlare di tempo e allora dirà che passa. Noi diciamo che il tempo passa. Che corre. Che è come un fiume. Diciamo che ha una direzione e una lunghezza, che può essere descritto come si descrive lo spazio. Ma il tempo non è lo spazio vero? Quello che faccio ora, in laboratorio, l'ho fatto anche ieri, i due avvenimenti appartengono allo stesso luogo, non sono separati nello spazio. Ma hanno un tempo diverso.
C'è anche un'altra differenza. Pensare allo spazio non da problemi. Ma pensare al tempo comporta sempre dolore. Forse è il contrario, forse il dolore è la prima cosa. Perchè quello si cercherà sempre di spiegarlo, il dolore immotivato è insormontabile. Perciò si prova a spiegarlo con il tempo. Questo uno doveva dirsi mentre stava seduto sul letto con August che puzzava come se fosse imbottito di gas. Questo doveva dirsi, che era a causa della difficoltà ad addormentarsi. La cosa in sè non era allarmante, per lui era solo un momento particolarmente difficile della giornata. Il problema è il tempo, questo uno si diceva. Come se spiegasse qualcosa."
" La regolarità dell'orologio era un simbolo della precisione dell'universo. Della precisione dell'impresa creatrice di Dio. L'orologio era prima di tutto un simbolo. Come un'opera d'arte. Così stavano le cose. L'orologio era come un'opera d'arte, un prodotto di laboratorio, una domanda.
Ad un certo punto le cose sono cambiate. Ad un certo punto l'orologio ha smesso di essere una domanda. Per diventare invece una risposta."
"I quasi adatti" Peter Hoeg
Il Gianca docet
"Tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile"
continua a girarmi in testa questa frase...Pensavo: nel nostro lavoro è necessario non diventare "indispensabili" perchè si parla di rapporti a termine ma nella vita? Ci sono persone indispensabili o dobbiamo bastare a noi stessi?
continua a girarmi in testa questa frase...Pensavo: nel nostro lavoro è necessario non diventare "indispensabili" perchè si parla di rapporti a termine ma nella vita? Ci sono persone indispensabili o dobbiamo bastare a noi stessi?
mercoledì 26 ottobre 2011
Ricordi di scuola
ho ripescato un vecchio libro
stampato nel 78
3,500 lire
scritto da Giovanni Mosca
un capitolo che riassumerò parla di un bambino speciale...
Ronconi non era un bambino,era un'anima.
Quegli occhi grandi e neri,
domandavano sempre,
domandavano cose cui spesso,
non sapevo rispondere.
"Signor maestro dov'è il cielo?
no,non quello che si vede
ma quello dove sono gli angeli"
"Non pensare a certe cose che sono più grandi di te..
si vede che sei solo,ti manca un compagno con cui giocare..
perchè non giochi con Martinelli?"
"Martinelli con me non ci vuole stare dice che sono matto!"
"E' matto signor maestro studia anche a casa
e poi non voglio diventare come lui.
Dice che non capisco:
l'altro giorno,coglievamo dei fiori
e lui ne colse uno solo
e disse che era la stessa cosa
cogliere un mazzo grande o un fiore solo"
Ronconi molto malato rimase a casa per un lungo periodo.
Riceveva doposcuola le visite del maestro.
Il giorno dopo entrai in classe un po' tardi,
i ragazzi capirono senza che io dovessi dir loro niente.
Martinelli mise un fiore sul posto vuoto vicino a lui
"Non era matto maestro
o un mazzo di fiori o uno solo è la stessa cosa"
stampato nel 78
3,500 lire
scritto da Giovanni Mosca
un capitolo che riassumerò parla di un bambino speciale...
Ronconi non era un bambino,era un'anima.
Quegli occhi grandi e neri,
domandavano sempre,
domandavano cose cui spesso,
non sapevo rispondere.
"Signor maestro dov'è il cielo?
no,non quello che si vede
ma quello dove sono gli angeli"
"Non pensare a certe cose che sono più grandi di te..
si vede che sei solo,ti manca un compagno con cui giocare..
perchè non giochi con Martinelli?"
"Martinelli con me non ci vuole stare dice che sono matto!"
"E' matto signor maestro studia anche a casa
e poi non voglio diventare come lui.
Dice che non capisco:
l'altro giorno,coglievamo dei fiori
e lui ne colse uno solo
e disse che era la stessa cosa
cogliere un mazzo grande o un fiore solo"
Ronconi molto malato rimase a casa per un lungo periodo.
Riceveva doposcuola le visite del maestro.
Il giorno dopo entrai in classe un po' tardi,
i ragazzi capirono senza che io dovessi dir loro niente.
Martinelli mise un fiore sul posto vuoto vicino a lui
"Non era matto maestro
o un mazzo di fiori o uno solo è la stessa cosa"
martedì 25 ottobre 2011
lunedì 24 ottobre 2011
DIVERSITA'
"Sulle dispense stava scritto un dettaglio che alla prima lettura mi era sfuggito, e cioè che il così tenero e delicato zinco, così arrendevole davanti agli acidi, che se ne fanno un solo boccone, si comporta in modo assai diverso quando è molto puro: allora resiste ostinatamente all'attacco. Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l'elogio della purezza, che protegge dal male come un usbergo; l'elogio dell'impurezza, che da adito ai mutamenti, cioè alla vita. Scartai la prima disgustosamente moralistica, e mi attardai a considerare la seconda, che mi era più congeniale. Perchè la ruota giri, perchè la vita viva, ci vogliono le impurezze: anche nel terreno, com'è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape: il fascismo non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista; vuole tutti uguali e tu non sei uguale. Ma neppure la virtù immacolata esiste, o se esiste è detestabile." Primo Levi - Il sistema periodico- letto nel 2001
Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori?
La diversità di pensiero, il pensiero altro che fa nascere discussioni che arricchisce. La perfezione immutabile sempre uguale a se stessa, immobile.
Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori?
La diversità di pensiero, il pensiero altro che fa nascere discussioni che arricchisce. La perfezione immutabile sempre uguale a se stessa, immobile.
domenica 23 ottobre 2011
VITA
Stavo cercando una frase per il biglietto d'auguri di Monica e mi sono imbattuta in questo meraviglioso inno alla vita.
Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e... ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)... ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca... e anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!Charlie Chaplin
sabato 22 ottobre 2011
Per chi ha paura tutto fruscia. (Sofocle)
Questa è la dimostrazione che i limiti sono frutto della nostra testa. I limiti che vediamo davanti a noi, sono solo i limiti che ci poniamo!
Casalinghe
http://vivereverde.blogspot.com/vi mando il link di un blog che mi piace moltissimo.
Valeee a proposito della pulizia ecologica della casa e non solo, un sacco di consigli.
Fammi sapere se ti è stato utile...evviva il bicarbonato di sodio.
Valeee a proposito della pulizia ecologica della casa e non solo, un sacco di consigli.
Fammi sapere se ti è stato utile...evviva il bicarbonato di sodio.
venerdì 21 ottobre 2011
giovedì 20 ottobre 2011
La Piola nuoce gravemente alla memoria!
Per colpa sua, ho ripescato questa bellissima canzone di Guccini.
Erano i primi anni '80, andavo in colonia a Teglio e indossavo magliettina a righe (marinaretto style), pantaloncini corti e sandaletti. D'obbligo le ginocchia sbucciate! Buon ascolto...
Erano i primi anni '80, andavo in colonia a Teglio e indossavo magliettina a righe (marinaretto style), pantaloncini corti e sandaletti. D'obbligo le ginocchia sbucciate! Buon ascolto...
mercoledì 19 ottobre 2011
Un dono
La preghiera più bella scritta da un ateo. Quanto rispetto!
"...ma inumano è pur sempre l'amore
di chi rantola senza rancore
perdonando con l'ultima voce
chi lo uccide fra le braccia di una croce."
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