giovedì 27 ottobre 2011

Il tempo

Prima di riportare questo libro in biblioteca volevo mandarvi due pezzi che ho trovato splendidi. Il libro in sè non mi ha fatto impazzire credo che non lo finirò.
"Afferriamo l'idea di spazio prima di quella di tempo. Ma presto inizierà a parlare di tempo e allora dirà che passa. Noi diciamo che il tempo passa. Che corre. Che è come un fiume. Diciamo che ha una direzione e una lunghezza, che può essere descritto come si descrive lo spazio. Ma il tempo non è lo spazio vero? Quello che faccio ora, in laboratorio, l'ho fatto anche ieri, i due avvenimenti appartengono allo stesso luogo, non sono separati nello spazio. Ma hanno un tempo diverso.
C'è anche un'altra differenza. Pensare allo spazio non da problemi. Ma pensare al tempo comporta sempre dolore. Forse è il contrario, forse il dolore è la prima cosa. Perchè quello si cercherà sempre di spiegarlo, il dolore immotivato è insormontabile. Perciò si prova a spiegarlo con il tempo. Questo uno doveva dirsi mentre stava seduto sul letto con August che puzzava come se fosse imbottito di gas. Questo doveva dirsi, che era a causa della difficoltà ad addormentarsi. La cosa in sè non era allarmante, per lui era solo un momento particolarmente difficile della giornata. Il problema è il tempo, questo uno si diceva. Come se spiegasse qualcosa."
" La regolarità dell'orologio era un simbolo della precisione dell'universo. Della precisione dell'impresa creatrice di Dio. L'orologio era prima di tutto un simbolo. Come un'opera d'arte. Così stavano le cose. L'orologio era come un'opera d'arte, un prodotto di laboratorio, una domanda.
Ad un certo punto le cose sono cambiate. Ad un certo punto l'orologio ha smesso di essere una domanda. Per diventare invece una risposta."
"I quasi adatti" Peter Hoeg

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